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Il Parlamento Europeo approva una risoluzione per la parità dei diritti dei gay e delle lesbiche.

Strasburgo, 17 settembre. Il Parlamento Europeo ha approvato, con una maggioranza di 110 a favore, 89 contrari e 6 astensioni, una risoluzione che riafferma la difesa dei diritti umani per i gay e per le lesbiche. La risoluzione è stata motivata dal rifiuto, nei mesi precedenti, dei parlamenti di Cipro, della Romania e dell'Austria, di mettere in linea la loro legislazione discriminatoria nei confronti degli omosessuali con gli standard dell'Unione Europea, come richiesto in varie precedenti risoluzioni del Parlamento Europeo e dagli organi sui diritti umani del Consiglio d'Europa.

Nella risoluzione, il Parlamento Europeo esprime categoricamente il suo rifiuto a "dare il suo consenso all'entrata di qualsiasi nazione che,attraverso le sue leggi o le sue politiche, violino i diritti umani delle lesbiche e dei gay", in primo luogo quindi Cipro, la Romania, l'Ungheria e la Lituania. La Commissione è stata invitata a prendere in considerazione il rispetto e l'osservanza dei diritti umani per gay e lesbiche nei negoziati per l'accesso di nuovi paesi nell'Unione Europea.

Inoltre la risoluzione chiede all'Austria di annullare immediatamente l'Articolo 209 del suo Codice Penale, fortemente discriminatorio sull'età del consenso per gli omosessuali, e di stabilire un'amnistia per tutte quelle persone condannate e incarcerate a causa di questa legge.

Kurt Krickler, co-presidente della sezione europea dell'Ilga (Associazione Internazionale Gay e Lesbica), ha affermato "L'adozione di questa risoluzione è un grande successo per il movimento gay e lesbico europeo" e "Dopo che una simile risoluzione era stata respinta lo scorso luglio, a causa soprattutto del mancato supporto dai gruppi socialdemocratici nel Parlamento Europeo, la sezione europea dell'Ilga e molti dei suoi membri nelle 15 nazioni dell'Unione hanno portato avanti una forte campagna di pressione sui membri dei partiti di ispirazione socialdemocratica".

(fonte: ILGA-Europe)

Puoi leggere altri articoli cliccando i link che seguono:

17 settembre 1998
"il testo della risoluzione, la votazione e i comunicati stampa italiani"


Le organizzazioni non governative
rumene contro la legge sulla sodomia

Bucarest. Lo scorso fine settimana le organizzazioni rumene non governative riunite a Sumuleu Ciuc per un incontro nazionale hanno approvato una risoluzione che chiede l'abrogazione della odiata legge contro la sodomia, l'Articolo 200.
Il comunicato ufficiale cita: "Il forum delle organizzazioni non governative chiede al Parlamento della Romania di abolire l'Articolo 200 del Codice penale, che nega agli omosessuali i diritti umani e le fondamentali libertà, incluso il diritto alla libera associazione. Il forum delle organizzazioni non governative sostiene il progetto di legge del governo per la modifica del Codice penale e del Codice di Procedimento Penale, e la proposta abolizione dell'Articolo 200".

ACCEPT, il gruppo rumeno per i diritti civili dei gay e delle lesbiche ha salutato con soddisfazione il sostegno delle organizzazioni non governative.
Nonostante l'abrogazione della legge sulla sodomia fosse una delle condizioni per l'entrata della Romania nel
Consiglio d'Europa nel 1993, l'opposizione politica e religiosa ha impedito alle riforme di andare avanti, rendendo la situazione per le persone omosessuali sempre peggiore; alla fine di Giugno, dopo che il Consiglio d'Europa ha allentato il controllo sul rispetto dei diritti umani in Romania, la Camera dei Deputati ha respinto ancora una volta la proposta di legge del governo, ma l'ultima risoluzione del Parlamento Europeo del 17 settembre rimette tutto in discussione.

(fonte: PlanetOut)


I Gay in Zambia
sfidano il governo
manifestando

Lusaka, 18 settembre. L'associazione omosessuale LEGATRA ha sfidato direttamente il governo dello Zambia, organizzando giovedì scorso il suo primo incontro pubblico nella capitale, finito però in tutta fretta dopo che un gruppo di oppositori ha creato scompiglio.

Quaranta persone, incluso giornalisti e attivisti di gruppi pr i diritti umani, hanno partecipato all'incontro sui diritti degli omosessuali, sotto la supervisione dello "Zambia Independent Monitoring Team", un'importante associazione per la difesa dei diritti delle minoranze, e il cui sostegno è un punto importante per la legitimazione di LEGATRA.
Alfred Zulu, il leader dello "Zambia Independent Monitoring Team" è stato fronteggiato da altri esponenti politici che lo hanno accusato di "compromettere i valori tradizionali dello Zambia".

Mike Zulu, portavoce dell'Organizzazione Nazionale dell'Educazione, ha affermato: "Sebbene crediamo che i diritti dei gay debbano essere tutelati, ci opponiamo all'annunciata registrazione di LEGATRA perché non vogliamo rendere l'idea dell'omosessualita attraente per i nostri figli".

Nonostante fossero presenti anche le forze di sicurezza, nessuno esponente dell'organizzazione omosessuale è stato arrestato.

(fonte: Data Lounge)


Il governo USA fa pressioni sul prezzo dei trattamenti anti HIV.

Bangkok. Attivisti tailandesi hanno manifestato davanti all'ambasciata statunitense a Bangkok lo scorso 4 settembre per protestare contro le pressioni del governo americano sulle compagnie che producono trattamenti generici anti HIV. Alcuni rappresentanti del governo americano hanno affermato che le medicine antivirali tailandesi, più economiche, violano illegalmente i brevetti delle ricche compagnie farmaceutiche occidentali. I manifestanti hanno affermato che se gli ammalati di AIDS della Tailandia saranno forzati a comprare trattamenti delle marche farmaceutiche occidentali, molti di loro si vedranno costretti a rinunciarvi perché non se lo potranno permettere. L'Organizzazione Farmaceutica tailandese vende attualmente l'AZT per circa 35 centesimi americani a pillola, a confronto del dollaro a pillola che chiede una compagnia come la Glaxo Welcome.

(fonte: Gay Today)


Matrimonio gay
in Svizzera

Una coppia gay è stata benedetta in una cerimonia "quasi matrimoniale" in una Chiesa Metodista svizzera a Stein Am Rhein la settimana scorsa.
Thomas Steiner, 29 anni, e Stefan Zollinger, 21 anni, si sono scambiati gli anelli e hanno dichiarato la loro unione. Il vescovo che ha celebrato la cerimonia ha detto ai presenti "gli uomini non dovrebbero separare ciò che Dio ha unito".


La Chiesa Cattolica in Francia
condanna la legge sulle unioni civili

Parigi, 18 settembre. Giovedí scorso la La Chiesa Cattolica ha condannato duramente la decisione del governo francese di introdurre la legge sui "Patti di Solidarietà Civile" che garantirebbe alle coppie non sposate, anche dello stesso sesso, gli stessi diritti legali riservati ora esclusivamente alle coppie sposate.
La nuova legge è avversata apertamente da tutta l'opposizione, con in testa il Presidente Jacques Chirac, nonotante la settimana scorsa un sondaggio abbia indicato chiaramente che la maggioranza dei francesi la pensa diversamente.

Il consiglio dei vescovi ha affermato giovedí che la "struttura della società è minacciata" e il presidente della conferenza, il vescovo Louis-Marie Bille ha aggiunto alla televisione francese: "Noi non rifiutiamo gli omosessuali, ma il rispetto per chi è omosessuale non significa che, attraverso le leggi, si debba mettere l'omosessualità sullo stesso piano dell'eterosessualità", e ponendo l'attenzione sul fatto che questa legge potrebbe aprire la strada al matrimonio civile per i gay e alla possibilità di adozione. Il ministro della giustizia Elisabeth Guigou si è affrettata a negare la possibilità, affermando che la proposta di legge non riguarda il matrimonio e non apre la possibilità di adozione per le coppie omosessuali, ma "si tratta di un contratto che concede sicurezza legale alle persone che non vogliono o non possono sposarsi".

L'inizio del dibattito parlamentare sulla proposta di legge del governo è previsto per il prossimo 9 ottobre.

(fonte: Reuters)

Puoi leggere altri articoli sulla vicenda cliccando i link che seguono:

4 settembre 1998
Dibattito sulla coppia in Francia

10 settembre 1998
La metà dei francesi approva il matrimonio gay e lesbico


Coppia di Montreal vuole il matrimonio

Montreal, 15 settembre. L'attivista gay Michael Hendricks ed il suo compagno Rene Leboeuf hanno fatto richiesta di matrimonio lo scorso 14 settembre e dopo il rifiuto delle autorità hanno immediatamente presentato un ricorso, affermando di avere intenzione di andare avanti in ogni modo, anche davanti alla Corte Suprema, se necessario. All'età di 57 anni, Hendricks vuole essere sicuro che nel caso della sua morte Leboeuf, 43 anni, sia tutelato. Il loro avvocato, Stephane Gendron, ha aggiunto che nonostante il Codice Civile del Quebec restringe la possibilità di matrimonio solo "a un uomo ed a una donna", l'autorità di imporre questa limitazione rimane del governo federale del Canada, che non prevede restrizioni per le coppie dello stesso sesso. Secondo l'avvocato, il rifiuto violerebbe anche la "Carta dei Diritti e delle Libertà" che proibisce la discriminazione in base all'orientamento sessuale dal 1976.

Lo scorso gennaio Gendron aveva difeso Martin Dube e il suo compagno messicano Manual Gambora in un caso simile, ma i due avevano deciso in un secondo tempo di lasciare perdere.

Il governo nazionalista del "Parti Quebecois" aveva corteggiato attivamente i gay e le lesbiche durante le elezioni del 1994, ed il Ministro Provinciale della Giustizia Serge Menard aveva insistito lo scorso giugno che il suo governo avrebbe avuto intenzione di estendere la definizione di coppia per includervi anche le unioni tra persone dello stesso sesso e garantendo così gli stessi diritti, incluso i benefici per i dipendenti statali, diritti legali, sostegno per eventuali figli e i diritti sull'eredità.

(fonte: PlanetOut)

Clicca per andare al sito della:
Canadian Human Rights Campaign (in inglese)


A New York aumentano i crimini
contro gay e lesbiche

New York, 18 settembre. Il New York Times ha riportato che c'è stato un forte aumento dei crimini contro gay e lesbiche nella città di New York, sottolineando la necessità di fare di più in termini di prevenzione.
Ultimamente ci sono stati 76 crimini definiti dalla polizia "anti-gay", contro i 42 dello stesso periodo dello scorso anno.

Le organizzazioni omosessuali hanno fatto pressioni sulla polizia affinché venga fatto di più per proteggere gay e lesbiche, aggiungendo che il silenzio in materia della alte cariche della città, compreso il sindaco repubblicano Giuliani, non aiuta certo a risolvere la situazione.

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