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Una lista di siti e risorse utili sulla Cina gay e lesbica.

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Sostegno ed informazioni per gli omosessuali in Cina dalla International Chinese Comrades Organization.


 

14 dicembre
Il risveglio
del gigante cinese

Pechino. Avvolta in una gonna color porpora e con le unghie smaltate in tinta, la transessuale Jin Xing gestisce l’Half Moon Bar di Pechino. Jin Xing (Stella D’Oro), che è stata campione nazionale di danza e colonnello nell’armata di liberazione del popolo, si è sottoposta ad un’operazione chirurgica per il cambio del sesso tre anni fa e ha dichiarato di non nascondere il suo passato ma di ritenere di essere ancora “troppo per gli uomini cinesi”.

Una storia come quella di Jin Xing sarebbe stata inimmaginabile fino a poco tempo fa, ed il suo colorato stile di vita mette in evidenza la rivoluzione dei costumi che sta avvenendo nella Cina comunista come risultato delle riforme economiche lanciate 20 anni fa da Deng Xiaoping.
L’aumento del benessere nelle grandi città dovuto alla liberalizzazione economica ha aumentato la libertà personale dei cittadini cinesi come mai in precedenza, scalzando decenni di moralismo repressivo imposto dal partito comunista.
Appena pochi anni fa i gay e le lesbiche della Repubblica Popolare Cinese erano costretti a vivere completamente in clandestinità, la proibizione sociale che circondava l’omosessualità si traduceva in una forte repressione, maltrattamenti ed incarcerazione, accompagnati spesso da trattamenti “riparativi” come l’elettroshock.

L’autrice An Dun ha dichiarato all’agenzia Reuters: “Nei giorni precedenti le riforme e la liberalizzazione i film mostravano attori ed attrici a letto insieme ma che parlavano sempre di rivoluzione mentre oggi mostrano la gente che si bacia e si abbraccia. Le idee in occidente sono più avanzate e noi le stiamo prendendo in prestito. Abbiamo iniziato a rispettare le persone come singoli individui”.

Il pericolo per la giovane comunità omosessuale del paese è di vedere associate le nuove libertà con l’aumento della pornografia e dello sfruttamento della prostituzione. La parte più conservatrice del partito si mostra sempre più nervosa di fronte alla rivoluzione dei costumi in atto nel paese, soprattutto nelle grandi città costiere più liberali come Shanghai, Guangzhou e Tianjin. La realtà per le persone omosessuali è comunque ancora difficile, soprattutto nelle aree rurali, e gli omosessuali che “pattugliano” i parchi cittadini per incontrare qualcuno rischiano ancora di essere fermati e maltrattati dalla polizia ed i bar gay sono spesso oggetto di irruzioni e chiusure forzate da parte delle autorità.

Wan Yanhai, uno studente in visita lo scorso anno alla “University of Southern California”, ha dichiarato al Times che sebbene la vita sia diventata più facile per le persone omosessuali in Cina, non si vede ancora la nascita di nessuna realtà organizzativa a causa della convinzione del governo cinese che qualsiasi tipo di associazione sia un potenziale pericolo e una minaccia per il potere del partito.
“Il governo non ha più problemi coi gay, ha problemi con le organizzazioni politiche” ha dichiarato Wan “e finche non ti organizzi e non parli, puoi fare ciò che vuoi”.

(Fonte: Reuters e Data Lounge)


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