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La Repubblica 13 giugno 1999

Clinton: "Sto con i gay"
La Casa Bianca proclama giugno "mese omosex"

di ARTURO ZAMPAGLIONE

New York - Approfittando del clima euforico per la vittoria nel Kosovo, Bill Clinton ha rilanciato la campagna della Casa Bianca a favore della comunità gay, nominando il primo ambasciatore dichiaratamente omosessuale nella storia diplomatica americana e soprattutto proclamando giugno "mese dell'orgoglio gay". "Sono fiero dei provvedimenti presi dal mio governo per mettere fine alla discriminazione contro gay e lesbiche e per garantire loro gli stessi diritti degli altri concittadini", ha spiegato il presidente in una dichiarazione nel trentennale di Stonewall, l'atto di nascita del movimento gay americano.

Da tempo Clinton aveva scelto James Hormel, un sessantacinquenne di San Francisco più famoso per le campagne anti- Aids che non per i miliardi di famiglia, come ambasciatore a Lussemburgo. Il Granducato aveva dato il benestare, ma la ratifica era stata bloccata più volte dai settori conservatori del Congresso. Questa settimana, in coincidenza con la sospensione dei lavori parlamentari, la Casa Bianca ha deciso di fare un blitz, forzando la nomina. La mossa è stata applaudita dai gay e subito condannata da Trent Lott, il capogruppo repubblicano al Senato. Alcuni parlamentari hanno minacciato una ritorsione, ritardando altre ratifiche ben più importanti di quelle dell'ambasciatore, a cominciare da quella di Larry Summers a ministro del Tesoro.

Giugno è sempre stato per la comunità gay americana un mese-simbolo. Nelle città a maggiore concentrazione di omosessuali, come San Francisco e New York, vengono organizzate manifestazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi della discriminazione e dell'Aids. E più in generale è un momento per esprimere la "gay pride", l'orgoglio della diversità. Questa volta la Casa Bianca si è unita ai festeggiamenti, dando per la prima volta un timbro ufficiale. "Abbiamo ancora molta strada da fare", ha però avvertito Clinton nella proclamazione, riferendosi anche all'omicidio dell'anno scorso di un giovane universitario, ucciso solo perché era gay.

"Nel 1997 - ha aggiunto Clinton - ci sono state più di 8mila denunce per atti di discriminazione sessuale. D'altra parte la diversità è una grande forza degli Stati Uniti". Il presidente ha anche ricordato che la Casa Bianca sta lavorando con i leaders del Congresso per l'approvazione di una legge contro la discriminazione sul luogo di lavoro, che vieterà alle imprese di licenziare i dipendenti per ragioni di preferenza sessuale.


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