MondoQueer
rassegna stampa
clicca sul logo per tornare alla prima pagina


L'Espresso
16 dicembre 1999

Giù le mani dalla famiglia
dal Papa all'ultimo parroco un solo grido

S. M.

l no della Chiesa al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto è unanime, dal papa all'ultimo parroco. E martellante. "Dove cede la famiglia", ha ammonito Giovanni Paolo II il 1. dicembre scorso, "disastrose conseguenze investono le persone, in particolare i più deboli: dai bambini agli adolescenti, ai portatori di handicap, agli ammalati, agli anziani". E a minacciare la famiglia, ha accusato, è "un'etica relativistica che si fa strada in larghi strati dell'opinione pubblica e nella stessa legislazione civile". Ma il papa sta sulle generali. Chi scende al concreto e dà la linea politica è il suo cardinale vicario Camillo Ruini, presidente della Cei. Parlando al direttivo dei vescovi, Ruini ha ripetutamente spiegato i perché del no della Chiesa. Chi vuole "sopprimere la differenza tra la famiglia e le unioni di fatto" e annegare la prima in "una molteplicità di forme di unione tutte alla pari legittime", ha detto lo scorso 15 marzo, avanza questa pretesa "in nome della libera scelta dei singoli soggetti". Ma già questa pretesa è contraddittoria, ha obiettato. Perché non ha senso "voler regolare per legge unioni di fatto la cui caratteristica è invece proprio quella di volersi porre al di fuori da riconoscimenti e norme pubbliche statuali". E il cardinale di Milano, Carlo Maria Martini? Anche lui deciso oppositore del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Lo scorso 6 dicembre, nell'omelia politica che tiene ogni anno alla vigilia di Sant'Ambrogio, ha messo sotto accusa "il dogma del pari valore di ogni opinione o credenza", per cui "ogni opzione diventa oggetto intercambiabile da scegliersi a piacimento". Così che "appena si affronti con qualche discorso di senso e di valori alte poste antropologiche come la famiglia e si avanzino richieste conseguenti, vengono rinviate al mittente come attacco ai diritti individuali". Proprio il giorno prima i suoi preti di Sesto San Giovanni avevano protestato contro la decisione del comune d'istituire un registro delle coppie di fatto, passata grazie all'assenza di due consiglieri del partito popolare. E ancor più vibrata era stata la protesta della Chiesa contro un'analoga decisione presa mesi fa dalla giunta di sinistra che reggeva Bologna. "L'Osservatore Romano" non aveva perso l'occasione per insolentire i cattolici "collaborazionisti" che s'erano prestati all'operazione: in testa il dossettiano Luigi Pedrazzi, all'epoca vicesindaco.


MondoQueer" e' una iniziativa senza scopo di lucro. Sono graditi contributi, articoli e segnalazioni.