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Il Messaggero
8 dicembre 1999

Il movimento gay è diventato un libro

Trent'annni di battaglie: dalla prima manifestazione all'omicidio di Pasolini

Presentato il volume che raccoglie l'enorme mole di materiale collezionato da Massimo Consoli: compreso il numero unico di una rivista del 1870

di Francesca Numberg

Roma- E' un libro di battaglie, alcune vinte, altre perse; un libro di conquiste mai scontate, di rabbia e di amori difficili; una serie di storie intrecciate alla Storia dei nostri ultimi 30 anni. "Bandiera gay: il movimento gay in Italia dalle origini al 2000", attraverso l'Archivio di Massimo Consoli (Autori Vari, Edizioni Libreria Croce), presentato ieri sera al Circolo Mario Mieli, e' soprattutto la testimonianza di un'opera infaticabile di ricerca, raccolta e classificazione.
Massimo Consoli, 54 anni, romano, giornalista e scrittore, autore di oltre venti libri (tra cui Homocaust sulla persecuzione degli omosessuali durante il nazismo, Killer Aids e l'autobiografia Affetti speciali, e' il fondatore del movimento gay italiano. Suo merito principale quello di aver creato e contribuito ad accrescere giorno per giorno questo "mitico" Archivio.
Per chi non ha mai messo piede nella sua villetta di Frattocchie, alle porte di Rorna, i numeri possono sembrare impressionanti: in una trentina d'anni Consoli ha raccolto la bellezza di 5.000 tra libri e opuscoli (650 sulI'Aids), 8.000 copie di periodici provenienti da tutto il mondo, 50 mila ritagli di giornali, un migliaio di cartoline, un centinaio di spille, una settantina di calendari gay, 2.500 volantini, 6.000 fotografie, una cinquantina di magliette, e un numero imprecisato di francobolli e oggetti vari, dai preservativi ai portachiavi, dagli slip ai fischietti. Tutto questo materiale nel '97 è stato ritenuto «di notevole interesse storico» dal ministero dei Beni culturali e quindi vincolato. Ma questo, anziche' portare i benefici sperati, soprattutto di natura economica, e' stato per Consoli causa di ulteriori ostacoli. «Non solo non ho avuto una lira dalle istituzioni - dice - e nessuno mi ha aiutato a ripianare i debiti che ho contratto per raccogliere tutto questo materiale, ma ora non sono piu' nemmeno libero di utilizzarlo. Non posso regalare un oggetto, non posso buttare un foglietto di carta, nemmeno andarmene a vivere all'estero portandomi dietro i miei libri e le mie foto. Spero solo che il vincolo venga eliminato quanto prima...».
Polemiche a parte, proprio con l'obiettivo di diffondere questo prezioso materiale («Il mio archivio - dice Consoli e' il piu' grande d'Europa e uno dei primi dieci al mondo») e' stato pensato e pubblicato "Bandiera Gay". Si parte dai pionieri: c'e' il primo e unico numero di "Uranus", rivista per omosessuali uscita nel 1870; la foto dell'ingegnere milanese Gino Olivari, negli anni '50 processato e assolto per una serie di articoli "scabrosi"; il primo e segretissimo circolo gay aperto a Roma nel '63, fondato dal gruppo "La rivoluzione è Verde". Le vicende italiane si intrecciano con quelle internazionali: il 28 giugno del '69 la polizia di New York fa irruzione in un locale del Greenwich Village, lo "Stonewall Inn", e per la prima volta i gay reagiscono violentemente. L'avvenimento segna l'inizio del movimento gay vero e proprio. C'è poi la "Carta di Amsterdam" per i diritti degli omosessuali, redatta dallo stesso Consoli il 17 novembre del '69.
Si passa poi agli anni Settanta (nel '72 la prima manifestazione gay a Sanremo, nel '75 viene ucciso Pasolini, nel '76 aprono i primi locali per omosessuali). Gli anni Ottanta sono contrassegnati dalla lotta all'Aids: nel 1981 il mensile Ompo, primo in Italia, parla di un nuovo male in arrivo dall'America e conia l'espressione "La peste del ventesimo secolo". E ancora, ci sono i cortei, i sit-in, la nascita del Gay Pride (nel '94), la ricerca affannosa di una sede, i morti (Mario Mieli nell'83, Dario Bellezza nel '96). «Il momento piu' importante? Difficile individuarlo - risponde Consoli - Ho sempre vissuto intensamente e questa in fondo e' la storia delle lotte di tutti ma anche della mia vita. Comunque, un anno significativo è stato il '79, quando abbiamo inaugurato a Testaccio la prima Gay House italiana. C'era la biblioteca, il museo, organizzavamo rassegne di musica, mostre, incontri. Siamo rimasti li' un paio d'anni, finche' il Comune di Roma non ci ha sfrattato perche' dovevano partire "con urgenza" i lavori di ristrutturazione del Mattatoio. Sono passati vent'anni, quei locali sono stati occupati dai cavallari, dagli zingari, dalla Casa della pace, dai serbo-croati, dagli artisti che fanno i mosaici... ma i lavori non sono ancora partiti». E Consoli continua la sua guerra, preciso e testardo come trent'anni fa.


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