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La Repubblica
21 dicembre 1999

Zero, dieci in condotta

Tutti i sorcini all'università per Renato in cattedra
Ieri il cantautore alla Sapienza di Roma travolto dall'entusiasmo dei fan

di Alessandra Rota

Roma - Niente lustrini, nemmeno un po' di trucco, un abito nero dallo stile talare. Renato Zero l' eccessivo ieri all'Università la Sapienza di Roma ha stupito al contrario. Per la sua sobrietà di atteggiamenti e di pensiero. Addirittura controriformista. Tutto patria e famiglia, buoni sentimenti e toni crepuscolari in vista di una tranquilla maturità. Così si è presentato in un'Aula Magna gremita e palpitante, piena di studenti della facoltà di Sociologia e di inevitabili sorcini, oltre ai nuovi "ragazzi di Fonopoli", con tanto di maglietta rossa e logo della erigenda città della musica. Sarà stata l'emozione di avere al fianco (per pochi minuti) il magnifico rettore Giuseppe D'Ascenzo, sarà l'impegno che si è assunto di fare almeno quattro puntate-show per RaiUno, ma della storica predisposizione alla trasgressione di Renato Zero non si è visto niente. O quasi. Sì, perchè tra le maglie di un discorso lungo un'ora (ascoltato nel più religioso silenzio, salvo i soliti telefonini) il fool qualche volta è uscito allo scoperto: "Sono stato preso a sassate a 14 anni perchè una piuma rosa, accidenti a quella piuma, mi è uscita dal giaccone. E mi è costata tanti occhi pesti e la sosta in tutti i commissariati d'Italia". Oppure: "Nella vita sentimentale non ho avuto tanti problemi: sono stato marchiato subito: ero gay a due anni e mezzo circa". Ami lanciati ad una assemblea che lo guardava con fervore mistico, che applaudiva ad ogni minimo accenno di battuta. Che quando è entrato ha fatto una standing ovation di cinque minuti. Che non è riuscita a formulare una domanda curiosa o appena un po' fuori le righe di un' ammirazione sconfinata. "Sei l'unica ragione per cui alcune mattine ho trovato il coraggio di alzarmi dal letto" ha detto Gaia, iscritta a Scienza delle Comunicazioni, tra le lacrime "grazie Renato". Forse dai ventenni iscritti all'Università ci si aspetta troppo ma anche Francesca al cospetto del guru della provocazione non è riuscita a chiedere altro che: "Tu hai tanti lati buoni, noi alcuni li conosciamo, ma tu, tu, sei sicuro di conoscerli tutti, o pensi che nel tuo cuore potresti scoprirne altri?". Difficile pensare che la fanciulla avesse letto "Il codice dell' anima" di Hillman e che volesse fare una sorta di citazione. Renato Zero comunque l'ha riportata sulla terra con una lezioncina familiar-morale. "Io non lo so se mi merito questi lati buoni però, vi voglio dire che l'essenziale è avere una famiglia solida, onesta. Ve lo immaginate il figlio di un poliziotto, adolescente, che abita in un condominio di poliziotti, e esce vestito da Wanda Osiris. Se non hai una famiglia che ti sostiene...". Nemmeno l'accenno alla pedofilia è riuscito a scuotere le coscienze dal torpore dell'adorazione, eppure Renato Zero l'ha pronunciata la parola terribile: "Certe volte mi metto paura da solo perchè sono in anticipo sui tempi, come quando scrissi "Quando qualcuno mi ruba l'amico". Era il '70, parlavo della violenza sui bambini. Mi guardavano con sospetto "i carnivori", giuravano che i pargoli erano tranquilli a casa con le governanti. Attenzione, quando sono esaurite tutte le scorte di carne e la noia impera ecco che ci si ciba di ragazzini e di anziani". Macchè, nessun accenno alla cronaca, all'attualità, solo la speranza di avere un autografo.


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