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Le tematiche omosessuali
conquistano la ribalta nello stato dell’Utah

di Serena Vitale

L’Utah è uno stato chiuso e conservatore, dal punto di vista politico e culturale, con una legislazione particolarmente severa nei confronti dell’omosessualità. Nel 1996 sale alla ribalta nei media nazionali a causa di una controversia che vede contrapporsi la direzione scolastica di Salt Lake City a varie associazioni, omosessuali e non, per i diritti civili. La Scuola "East High" ha bandito un gruppo di studenti che si chiama Alleanza Gay/Etero, suscitando polemiche negli altri Stati e sconcerto fra gli attivisti del movimento nazionale per le libertà civili. Altri casi di pesanti violazioni sono emersi. Ora, mentre la controversia è ancora in corso, in Utah si inaugura un nuovo Centro Culturale per la Comunità Gay & Lesbica. Questo reportage racconta le tappe della crescita della Comunità omosessuale dell’Utah, dalla segregazione alle rivendicazioni civili. Per riflettere sul coraggio di uscire allo scoperto e sull’importanza della solidarietà e della visibilità per la Comunità Gay & Lesbica. Una storia tanto più preziosa, perché tutto è cominciato con un gruppo misto in una scuola.

Dall’Utah, stato chiuso e conservatore, proviene di recente un impressionante flusso di notizie omosessuali. Una delle principali ragioni, secondo gli attivisti, è semplicemente che la comunità omosessuale dello Stato sta finalmente diventando maggiorenne. Più gay in Utah - testimoniano gli attivisti - si stanno ribellando contro le rappresentazioni negative e le posizioni omofobiche assunte da molti politici. Il risultato è stato un fiume di controversie, che hanno portato le questioni gay alla ribalta in uno Stato pesantemente mormone, che ha preferito finora mantenere invisibili i gay e le loro questioni. A partire dal 1996, quando il consiglio scolastico di Salt Lake City e il parlamento statale focalizzarono l’attenzione nazionale con i loro sforzi per bandire dalle scuole pubbliche gruppi di studenti gay-etero, il livello di attivismo nello stato è aumentato costantemente.

Negli ultimi mesi, per esempio:

- la controversia del gruppo è continuata, mentre il sistema scolastico di Salt Lake City persiste nei tentativi di bandire la East High Gay/Straight Alliance. Un giudice federale ha recentemente respinto la richiesta, avanzata da quattro organizzazioni per i diritti civili, di consentire al club di riunirsi comunque, durante la pendenza del giudizio in cui il consiglio scolastico è accusato di violare la legge federale sull’Equo Accesso.

- Jackie Buskupski, una Democratica, è diventata la prima funzionaria dichiaratamente omosessuale eletta in Utah, quando i votanti nel distretto di salt Lake City la hanno scelta a stragrande maggioranza. La Buskupski è stata aiutata da un nuovo gruppo, il Comitato Gay e Lesbico per l’Azione Politica (GALPAC), che ha aiutato a raccogliere fondi per la sua campagna.

- Un giudice federale ha deciso in favore di Wendy Weaver, una insegnante e allenatrice di lunga data che sosteneva che una circoscrizione scolastica dei sobborghi avesse agito in modo anticostituzionale e avesse violato la sua libertà di parola quando le ha ordinato di non discutere della sua omosessualità con studenti, staff, genitori. Lo stato sta ancora considerando la possibilità di ricorrere in appello.

- Un nuovo centro per la comunità omosessuale è stato inaugurato in ottobre, un vasto edificio nel centro di Salt Lake City che gli organizzatori sperano riuscirà infine a generare altri centri satelliti nelle zone rurali dello Stato. Nonostante fossero esistiti già due centri gay, questo sembra avere una migliore opportunità di sopravvivere economicamente e diventare una forza unificatrice all’interno della comunità.

- Sempre in ottobre, il Gov. Mike Leavitt, un Repubblicano conservatore, ha tenuto un incontro non pubblicizzato di 75 minuti con una dozzina di studenti gay delle scuole superiori. L’incontro era stato organizzato da Jim Debakis, un commerciante di arte gay, che prima conduceva talk shows ed è ora un leader del progetto per il centro culturale.

- Il consiglio cittadino di Salt Lake City, non volendo mantenere in vigore un’ordinanza che esplicitamente proteggeva gli impiegati omosessuali dalla discriminazione, ha eliminato la menzione di tutte le categorie specifiche protette, ed ha asserito semplicemente che nessuna discriminazione è accettabile. Ma gli attivisti ritengono che il cambiamento di un solo voto - che potrebbe avvenire dopo le prossime elezioni comunali - potrebbe reinserire la protezione in forma esplicita.

- E leaders della Chiesa Mormona hanno devoluto più di $1 milione ad iniziative omofobiche in Alaska ed alle Hawaii per guadagnare supporto elettorale in novembre per bloccare il riconoscimento legale dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.

Se tutti questi sviluppi sembrano capitare all’improvviso, questo è dovuto, in parte, al caso. E’ stata una coincidenza - notano gli attivisti - che un giudice federale abbia deciso sul caso di W. Weaver mentre contemporaneamente respingeva l’ingiunzione preliminare nel caso del gruppo studentesco. Ma le ragioni più profonde risiedono nella maggiore visibilità dei gay, che porta la comunità a maturare.
«C’è voluto molto tempo - dice Robert Austin, un insegnante dichiaratamente gay e padre che è co-presidente della sezione dell’utah del Gay Lesbian Straight Education Network (GLSEN), un gruppo che lavora per migliorare la condizione di studenti ed insegnanti omosessuali - C’è stato moltissimo lavoro di base svolto anno per anno. E ci sono occasioni, specie in una cultura molto conservatrice, in cui le persone si sentono costrette a tracciare una linea nella sabbia e a dire “questo non possiamo accettarlo”».

Carol Gnade, la direttrice esecutiva - lesbica - della sezione dell’Utah dell’Unione per le Libertà Civili Americane (ACLU) dice «I tempi sono maturi ... Persone che hanno vissuto nel silenzio per anni si sono dichiarate. E’ davvero molto significativo.»
Una spia del clima diverso a Salt Lake City, secondo Doug Wortham, un insegnante privato dichiaratamente gay e leader del nuovo GALPAC, è la parata per il Gay Pride. Fino al 1996, racconta, «avevamo un gay pride che era per così poche persone da non essere nemmeno una parata». Invece, la gente si è assemblata nel sobborgo di Murray, in un parco in cui le siepi alte tenevano lontani gli sguardi dei passanti. Negli ultimi tre anni, secondo Wortham, una parata si è svolta nel centro cittadino, dove i manifestanti si sono riuniti davanti al municipio e la marcia è passata davanti al palazzo della Chiesa Mormona.

Laurie Wood, un’insegnante universitaria dichiaratamente lesbica in una contea molto conservatrice, ha sottolineato come le lettere «offensive ed piene di ignoranza» ai giornali e le prese di posizione dei politici sul problema delle associazioni studentesche abbiano convinto molte persone omosessuali a venire allo scoperto senza paura. «Sempre più persone si sentivano spinte di fronte a senatori che paragonavano i gay agli animali - ha detto la Wood - Si può sopportare solo un certo numero di colpi bassi e frecciate, prima di dire “Ora basta”». La Wood ricorda che l’attivismo locale è stato nutrito dal coinvolgimento di numerose organizzazioni nelle questioni dell’Utah - la ACLU e il GLSEN locali e nazionali e il Fondo Lamba per l’Educazione e la Difesa Legale, un gruppo gay legale su scala nazionale.
«Ci sono state persone che sono venute da me a dirmi che il nostro intervento in Utah ha rappresentato un grosso impulso organizzativo - dice il procuratore della Lamba, David Buckel - Il messaggio è che ci sono persone che hanno voglia di lottare per gli e le omosessuali, e non sono sole. Anche la ACLU dell’Utah ha avuto questo ruolo». Tuttavia, il progresso si conquista a piccoli passi nello Stato quasi interamente Repubblicano, dove, secondo il politologo dell’Università dell’Utah Matthew Burbamnk, più del 60% della popolazione è mormona. La chiesa mormona, politicamente influente, sostiene che, benché l’inclinazione omosessuale non sia da condannare, il sesso omosessuale è immorale. In Utah, il parlamento, a grande maggioranza mormona e guidato dai Repubblicani, è stato il primo a bandire il riconoscimento del matrimonio omosessuale ed ha rifiutato di includere la violenza omofobica fra i reati di discriminazione.

Kate Kendell, direttrice esecutiva del Centro Nazionale per i Diritti delle Lesbiche (NCLR) e già residente in Utah, mette in guardia che, per quanto lo Stato e la sua comunità omosessuale stiano cambiando, «gran parte del dialogo e della visibilità sulle questioni gay è...basata sull’omofobia e la discriminazione. Fanno cose in Utah che non accadrebbero in altri Stati» - dice la Kendell, prendendo come esempio le limitazioni alla libertà di parola imposte a Wendy Weaver.
Burbant pensa che sia improbabile che tanto l’opinione pubblica quanto la posizione della maggior parte dei politici sia cambiata molto sui problemi gay. Anche l’elezione della Biskupski - nota - è avvenuta in un distretto per lo più Democratico. La sua presenza «fornirà un volto umano» quando emergeranno problemi gay - dice Burbank - ma «io non mi illuderei che cambierà la linea politica in parlamento». Il parlamento nel 1996 ha dato il via alla controversia sul gruppo scolastico con un voto che chiedeva alle direzioni scolastiche locali di bandire certi gruppi studenteschi, compresi quelli che discutono di “sessualità umana”. In precedenza, la direzione scolastica di Salt Lake City, alla ricerca di un modo legale per impedire all’Alleanza Gay/Etero di riunirsi, aveva bandito tutti i gruppi extracurriculari.

Secondo la Legge sulla Parità d’Accesso, una scuola pubblica che riceve sovvenzioni federali che permetta a un qualsiasi gruppo extracurriculare di usufruire delle sue strutture, deve garantire tale accesso anche a tutti gli altri gruppi. Nell’azione legale, la Lambda, la ACLU e il NCLR sostengono che la Scuola East High ha consentito ad altri gruppi di riunirsi nell’edificio scolastico e che anche all’Alleanza Gay/Etero dovrebbe essere permesso. La direzione scolastica non si sta richiamando alla legge statale che vieta gruppi che dibattono la “sessualità umana”, per cui quella legge non è ancora stata attaccata.
Il Giudice Federale Bruce Jenkins ha programmato di svolgere l’udienza nel corso del 1999. Nel frattempo, l’Alleanza Gay/Etero, che raccoglie fra i 15 e i 45 studenti, si incontra ogni settimana a scuola - ma, al pari di ogni associazione studentesca esterna, deve avere un supervisore adulto ed uno sponsor e pagare una tassa. Il supervisore dell’Alleanza è Camille Lee, un’insegnante di scienze della scuola East High che si è dichiarata lesbica da circa tre anni. Il GLSEN è lo sponsor dell’Alleanza e paga la tassa.
I membri di Alleanza dicono che avere la Lee come supervisore fornisce loro un buon modello. «Abbiamo qualcuno che è disposto a rischiare per noi - dice Chris Trindel, 17 anni - Il più delle volte, questo ci spinge a fare meglio». Il gruppo supporta i suoi membri, svolge attività di volontariato, e sta progettando un concerto per gli studenti gay e i loro sostenitori. La Lee ricorda che il direttore dell’east High è stato estremamente incoraggiante con lei e sensibile ai bisogni degli studenti gay.
Il furore sui gruppi di sostegno ai gay nelle scuole ha aiutato la sezione statale del GLSEN a partire, come sottolinea il professor Doug Wortham, che ha aiutato a guidare la sezione ed è stato un fondatore del GALPAC, che raccoglie contributi per i candidati che sostengono i gay. Ma Wortham dice che, in Utah, l’attivismo deve essere temperato con una foret dose di realismo politico. Temendo che la campagna della Biskupski sarebbe stata danneggiata se un’associazione omosessuale avesse contribuito in parte sostanziale alla sua campagna, il GALPAC ha aiutato le persone a fare donazioni individuali, che hanno raggiunto i $3.000.
Allo stesso modo, quando Jim Debakis, un commerciante di arte gay, ha chiamato il suo vecchio amico governatore per incontrare un gruppo di giovani gay, non ha pubblicizzato la richiesta - o l’incontro - per timore che potesse danneggiare il governatore e mandare all’aria qualsiasi possibilità di incontro futuro. Debakis racconta che Leavitt, un mormone, ha ascoltato con attenzione quando i giovani gli hanno riferito, fra le altre cose, della loro paura di atti di violenza omofobica nelle scuole, dei problemi con le famiglie, e la loro opposizione al divieto sui gruppi di supporto ai gay. «Il governatore ha chiarito di non essere d’accordo con molti dei nostri obiettivi politici - dice Debakis - ma ha dichiarato di aver imparato molto». Debakis ha fatto notare al governatore che quando i politici usano retorica omofobica, ciò incoraggia pregiudizi e atti di violenza contro i ragazzini gay.
Debakis, un attivista piuttosto recente, è stato un personaggio chiave nella raccolta di fondi per il centro appena aperto. Fino ad ora - dice - sono stati raccolti $150.000, abbastanza per il budget del suo primo anno. «Davvero non mi pare che il finanziamento sia la sfida maggiore - dice Debakis - Le sfide più grosse sono programmare, mantenere unita la comunità, e accertarci di soddisfare le esigenze dell’Utah rurale». La direttrice esecutiva Monique Predovich comunica che circa 300 persone a settimana frequentano il bar del centro o lo usano per riunioni.
Gli sforzi in atto verificheranno quanto profondamente siano cambiati il clima politico e giudiziario. David Nelson, attivista gay di lunga data, e Carol Gnade della ACLU dell’Utah, stanno mettendo insieme un gruppo che elabori una strategia di lungo termine per eliminare la legge statale contro la sodomia. E Nelson dichiara che un emendamento che includa specificamente l’inclinazione sessuale fra le categorie tutelate dalle leggi antidiscriminazione sarà proposto nella sessione del nuovo anno - ed è ottimista sul risultato.
Ma in Utah manca una organizzazione politica omosessuale a scala nazionale, ed è pertanto uno dei soli 5 Stati che non hanno in atto alcun progetto per unirsi alle iniziative su scala nazionale in programma per marzo. L’Utah potrebbe sì partecipare, ma sembra molto improbabile.

(Fonte: Washington Blade)


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