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Lauda perugina (1348?)

Trascrizione e commento di Giovanni Dall'Orto


NOTE

Le laude erano testi religiosi destinati ad essere cantati in coro (spesso in processione per le strade) da confraternite laiche.

Quella che riporto esecra un vizio troppo diffuso a Perugia, dove lo si vede "dipinto per le piazze", e minaccia che quanto più tardi verrà la punizione divina tanto più dura essa sarà. Perciò prega Dio di aspettare a scatenare la sua ira, in modo da dare il tempo di correggere e soffocare del tutto questo vizio. Con quali mezzi (roghi e torture), è meglio non pensare.

Lauda perugina (1348?)


Da:Ignazio Baldelli, Lingua e letteratura di un centro trecentesco: Perugia, "La rassegna della letteratura italiana", LXVI 1962, pp. 3-21, p. 7.

D'un altro vizio me lamento,
qual non degno nominare:
veggol per le piazze pento,
che Sodoma fe' 'nabissare.
Peruscin, quanto più tardo,
sarà più dur ferir del dardo.
Signor, ben te confessamo
che c'è quil peccato brutto;
se alquanto aspette, mo' fermamo
che se corregga e spenga en tutto.
Enduzia, benegno padre,
e tu 'l ne priega, dolce madre.

 



L'Archivio di Storia Gay e Lesbica è a cura di Giovanni Dall'Orto

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